E’ vero che l’inquinamento indoor è dannoso quanto l’inquinamento esterno?

Sì, e può essere superiore anche di 15-20 volte rispetto a quello esterno.


L’inquinamento indoor si verifica quando la qualità dell’aria negli ambienti chiusi viene alterata dalla presenza di sostanze nocive che possono comprometterne la salubrità degli ambienti interni e rappresentare un rischio per la salute umana.

Da tempo è oggetto di attenzione l’inquinamento atmosferico esterno (outdoor), con cause ben note (traffico, industrie e sistemi di riscaldamento domestico) e con effetti sulla salute ormai riconosciuti (aumento dell’incidenza di malattie polmonari e cardiache), mentre solo negli ultimi anni si è iniziato a studiare più a fondo l’inquinamento indoor.

Questo fenomeno è particolarmente rilevante nelle aree urbane, dove la popolazione trascorre fino al 85% del tempo in spazi chiusi (oltre 20 ore al giorno, di cui circa la metà nella propria abitazione).

Le principali fonti di inquinamento indoor comprendono fumo di tabacco, combustione per la cottura dei cibi e riscaldamento, nonché prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa, antiparassitari, colle, adesivi evernici. A questi si aggiunge l’impiego sempre più diffuso di dispositivi elettronici come stampanti che possono rilasciare sostanze nocive nell’aria.

Inoltre, è necessario considerare l’utilizzo sempre più esteso degli impianti di condizionamento presenti in circa la metà delle abitazioni italiane. Se non sottoposti a regolare manutenzione, come la pulizia o la sostituzione dei filtri, possono diventare un ambiente ideale per la proliferazione di muffe e contaminanti biologici.

Infatti, esistono due sindromi riconducibili alla prolungata esposizione a un’aria indoor inquinata; la Sick Building Syndrome (Sbs) che provoca disturbi come irritazioni oculari, nasali e della gola, mal di testa, asma e secchezza della pelle, spesso correlati ai materiali da costruzione, alle vernici e ai sistemi di ventilazione.

La Building Related Illness (Bri) che rappresenta una forma più grave associata alla scarsa qualità dell’aria negli edifici e mostra sintomi simili a quelli influenzali, come febbre, brividi, costrizione toracica e dolori muscolari.

Secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’inquinamento indoor causa circa 3,2 milioni di morti all’anno, di cui oltre 237mila bambini sotto i 5 anni, il gruppo più vulnerabile agli effetti dell’aria domestica inquinata. Le principali cause di decesso includono cardiopatia ischemica (32%, oltre un milione di morti premature all’anno), ictus (23%), infezioni respiratorie inferiori (21%, inclusa la polmonite nei bambini sotto i 5 anni responsabile del 44% delle morti per polmonite infantile), broncopneumopatia cronica ostruttiva-BPCO (19%) e tumore ai polmoni (6%), quest’ultimo legato all’uso di cherosene o di combustibili solidi per uso domestico.

Nei Paesi in via di sviluppo, 2,1 miliardi di persone – un terzo della popolazione mondiale – sono esposte a questo rischio perché cucinano e si riscaldano con fuochi aperti o fornelli inefficienti. Nei Paesi occidentali, invece, l’esposizione è legata all’uso improprio di apparecchi di combustione, soprattutto nelle aree rurali, dove la biomassa resta una fonte primaria di riscaldamento e, talvolta, di cottura.

L’Oms ha pubblicato linee guida per proteggere la salute pubblica da sostanze chimiche nocive presenti nell’aria indoor, come benzene, monossido di carbonio, formaldeide, radon e altri inquinanti. Per ogni sostanza vengono descritte le fonti di emissione, gli effetti sulla salute e le misure di prevenzione consigliate.

La pubblicazione è destinata, in particolare, a professionisti della salute pubblica, esperti di edilizia e autorità, fornendo una base scientifica per regolamenti e standard di sicurezza. Mentre in Italia l’Istituto Superiore di Sanità ha stilato il decalogo “In casa tira una brutta aria” per aiutare i cittadini a migliorare l’aria domestica e di conseguenza la salute.


WHO guidelines for indoor air quality: selected pollutants

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0269749124011850?via%3Dihub

https://www.ansa.it/ansa_verified/verifica_dei_fatti/ambiente/2025/05/27/e-vero-che-linquinamento-indoor-e-dannoso-quanto-linquinamento-esterno-_3e9b6bd8-e9f9-4e63-9e30-751aef4fd0c1.html